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Chiostro di San Domenico   arrow

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Sul luogo in cui sorgeva la chiesetta di Santa Maria degli Orti, nel 1425 fu costruito il convento dei padri domenicani intitolato allo stesso San Domenico. Della chiesa resta ben poco. Crollata alla fine dell’Ottocento, si intravedono solo alcune zone delle cappelle laterali in cui si conservava anche la tomba del noto filosofo sessano Agostino Nifo. Le soppressioni post unitarie hanno contributo allo smembramento del complesso conventuale con un riutilizzo per usi pubblici ed abitativi. Solo di recente si è recuperato uno dei due chiostri. Questi è a quattro bracci divisi da arcate a sesto acuto poggianti su pilastri in tufo. Il recupero ha consentito anche una visione delle pitture parietali, che riproducono immagini della storia dell’ordine domenicano. La struttura è destinata ad ospitare un polo culturale universitario, oltre ad uffici pubblici. Collegato con il chiostro vi è la cappella intitolata al Santissimo Rosario, sede dell’omonima confraternita. Questa fu fondata nel 1573 probabilmente su iniziativa di un domenicano. Aveva tra le proprie finalità l’assistenza ai condannati a morte ed ai giorni nostri partecipa attivamente alle funzioni liturgiche della Settimana Santa. La cappella è ad aula con un altare in marmi policromi, della metà del secolo XVIII, sormontato da un edicola in marmo con la centro il dipinto raffigurante la “Madonna del rosario e Santi domenicani”. L’ultimo intervento di restauro ha permesso di conoscere l’autore: Francesco Solimena. Il pavimento maiolicato presenta disegni geometrici ma inquadrabile in una produzione napoletana del Settecento.

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