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Criptoportico   arrow

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Tra i resti in opus testaceum della cinta muraria di età repubblicana, quelli reticolati dell’età sillana è posizionato il Criptoportico databile al I° secolo a. C. Quasi del tutto interrato, fu scavato, insieme con una parte del Teatro, da Amedeo Maiuri agli inizi del XX secolo. La rarità di tale soluzione architettonica fu sicuramente favorita dalla morfologia di Sessa, in cui le diverse differenze di quota potrebbero aver condizionato lo stesso sviluppo urbanistico della città. Dei tre bracci, disposti a forma di U, se ne conserva quasi integro solo il settentrionale, a differenza di quello posto ad est, quasi del tutto crollato, e quello ovest , inglobato da un casolare di campagna. I corridoi sono divisi in due navate con volte a botte poggianti su pilastri. Le pareti, in opus incertum, furono ricoperte interamente da intonaco bianco, probabilmente, nel I secolo d. C. Singolare è sulle pareti l’abbondanza di iscrizioni, che hanno favorito l’ipotesi della esistenza, nelle immediate vicinanze, di altri edifici tra cui un Gynnasium. Diverse sono state le supposizioni sull’utilizzo del monumento inglobato nell’area forense. L’ipotesi di un collegamento diretto con l’adiacente Teatro non è mai stata provata. La mancanza di scavi archeologici nel giardino adiacente non consente, inoltre, di conoscere la reale preesistenza di un edificio cultuale, cui l’odierna Sessa sembra aver perso tutte le testimonianze.

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